Tre giorni di Strachítunt: pienone a Val Brembilla e in Val Taleggio
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Tre giorni di Strachítunt: pienone a Val Brembilla e in Val Taleggio

Storia, produzione, dibattiti, politica, film, degustazioni e laboratori: la prima edizione dell’evento dedicato a uno dei formaggi più antichi e pregiati delle valli bergamasche è stata un successone

Grande successo doveva essere e grande successo è stato. La manifestazione Strachítunt, da risorsa per la famiglia a valore per il territorio, strutturata in una serie di eventi sul territorio, ha attirato nel padiglione Expo di Val Brembilla e in Val Taleggio più di 600 persone nelle giornate di venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 febbraio.

Tutti i partecipanti hanno potuto approfondire la conoscenza, in tutti i sensi e con tutti i sensi, di un formaggio che è il simbolo stesso di come il lavoro, la dedizione e la passione possano portare quella che era, come recita il titolo, una semplice e “povera” risorsa familiare all’interesse nazionale e internazionale, con uno status riconosciuto di eccellenza casearia, certificata dalla Denominazione di Origine Protetta.

Lo Strachítunt ha dato spettacolo, anche in senso stretto, con la proiezione del video Due cagliate che non si amano, uno sguardo poetico e appassionato alle diverse generazioni di abitanti del territorio che hanno contribuito a costruire, con il lavoro di ogni giorno, la storia del formaggio, riuscendo a evolversi pur mantenendo le tecniche della tradizione. Molto apprezzato anche il film Pane di vento di Luigi Ceccarelli sull’alimentazione delle zone alpine. Più di 150 persone hanno complessivamente assistito alle proiezioni cinematografiche e partecipato alle visite ai luoghi di produzione e ai laboratori di degustazioni, altrettanti punti d’incontro con lo Strachítunt.

Le conferenze e i dibattiti, che avevano come focus le piccole produzione casearie, il loro successo nel mondo e il ruolo che recitano nel rafforzamento delle economie locali, hanno parlato della storia dello Strachítunt, dei passaggi evolutivi che questo gioiello delle valli bergamasche ha avuto fino ai giorni nostri, della sua attuale riscoperta e dei suoi metodi di produzione.

Non solo Strachítunt, però, perché con i tanti ospiti si è discusso anche del futuro delle valli; di una comunità che oggi deve ritrovare quel senso di appartenenza per poter continuare ad innovarsi; dell’importanza di restare connessi a un concetto di sostenibilità etica sociale economica dove si possa ricostruire o preservare e valorizzare un ecosistema, prediligendo, ad esempio, il latte crudo che è sinonimo di alta qualità della materia prima e di filiera corta e sicura.

Se si tratta di futuro, è inevitabile parlare di giovani, e questi hanno dato un contributo fondamentale alla riuscita dell’evento, attraverso gli istituti scolastici coinvolti: un ottimo riscontro di pubblico è arrivato dal laboratorio di caseificazione a cura dell’ABF di San Giovanni Bianco; mentre il pranzo a tema Strachítunt a cura dell’Istituto Superiore San Pellegrino Terme ha ottenuto il pienone.

La dialettica tra passato e futuro, tra vecchi e giovani è stata sempre un elemento costante nella vita dello Strachítunt Fondamentale è la conoscenza tramandata oralmente dagli antichi casari, a figli e nipoti, dei metodi di produzione, che sono arrivati ai giorni nostri sapendo accettare l’innovazione senza snaturarsi. Di primissimo piano, per questo processo, è stata naturalmente la figura dei bergamini, testimoni e artefici di questo mutamento. Una conoscenza, questa, anche pratica, che si riesce ad esprimere solo in un contesto in cui è forte il senso di appartenenza ad una comunità. Come succede, appunto, nella Val Taleggio e nella Val Brembilla.

Il successo dell’evento si misura anche con la partecipazione delle istituzioni: erano presenti diversi esponenti politici locali, regionali e nazionali: il consigliere regionale Alex Galizzi, il deputato Daniele Belotti, le senatrici Alessandra Gallone e Simona Pergreffi, il sindaco di Dossena Fabio Bonzi, il sindaco di Taleggio Gianluca Arnoldi, il sindaco di Val Brembilla Damiano Zambelli, il sindaco di Vedeseta Luca Locatelli, il direttore del GAL della Valle Brembana Patrizio Musitelli.

Altre figure di rilievo appartenevano alle associazioni e agli enti partner dell’evento, e c’erano anche presidenti, direttori e rappresentanti di grandi e piccoli consorzi di tutela lombardi.

Erano presenti Marco Mazzoleni, che si è occupato dello shooting fotografico del Consorzio e la cui mostra Segni e sogni d’alpe è aperta fino al 17 maggio 2020 al Palazzo della Ragione; il professore Renato Ferlinghetti dell’Università degli Studi di Bergamo e il vicedirettore del Centro studi sul territorio Lelio Pagani; la Cooperativa Contatto, la Comunità montana Valle Brembana e la Coldiretti Bergamo.

L’evento avrà sicuramente un seguito, nel solco delle iniziative pensate per rafforzare il senso comunitario, affinché lo sviluppo della valle parta dallo Strachítunt per allargarsi a favore di progetti che favoriscano lo sviluppo di tutta la comunità.

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